Partito Unione Cattolica - Siamo il Partito della FEDE per ridare FIDUCIA in un’Italia Nuova - Segretario Partito Ivano Tonoli Partiti Politici Italia

Basta attacchi al Santo Padre

Tonoli Ivano segretario partito Unione Cattolica: “Basta attacchi al Santo Padre! Sua Santità Bergoglio, in prima linea per la vera solidarietà umana e cristiana e per la straordinaria opera di denuncia contro abusi, malaffare e intolleranza dentro e fuori la Chiesa, ha doverosamente necessità di difendersi e di essere difeso contro atteggiamenti esterni imprevisti e incomprensibili”
Il nostro amato Papa Francesco, che con grandissima e ammirevole prova di umiltà ha subito dopo reso conto dell’accaduto ai Fedeli dell’Angelus, è stato pesantemente strattonato da una signora che gli determinato un forte dolore fisico. La pronta reazione era necessaria per motivi di sicurezza generale e per preservarlo incolume, evitandogli uno strappo alla spalla e per impedendo la continuazione di tale comportamento irragionevole da parte di quella donna.
Va detto un forte “basta!” agli attacchi vili e strumentali, odiosamente politicizzati e resi virali con la solita campagna intollerante e delegittimante sui social media, contro la persona fisica, morale e Istituzionale di Sua Santità Bergoglio. Forse ai più sfuggono le circostanze che rendono necessarie misure di sicurezza a beneficio dell’incolumità di colui che è il Capo universale della Chiesa cattolica, il promotore più tenace ed esemplare di uno straordinario cammino di moralizzazione interna ed esterna, e il primo promulgatore della Dottrina sociale nel dialogo con tutti gli Stati e con le Organizzazioni economico-politiche del Pianeta.
Certo, risulta assai difficile, e per chi ben conosce gli antefatti impossibile, credere al quadro assurdo e vergognoso che è stato fatto – da certi “mercanti del tempio” che stanno imbarbarendo la politica e i media – del nostro amatissimo Papa Francesco: un Santo Padre intento a dare trasparenza a una gestione corretta delle finanze Vaticane, a promuovere le donne a ruoli più importanti all’interno della scala piramidale dei vertici ecclesiali, a ridare dignità e inclusività ai lavoratori minacciati dalla globalizzazione, ai contadini dei Paesi poveri, alle popolazioni migranti; un Papa determinato a ribadire la priorità della famiglia cristiana, rispetto a coloro i quali compiono scelte di vita diverse e differenti, e della difesa della vita dal suo concepimento sino alla fine naturale della stessa; un Santo Padre, infine, schierato contro la pedofilia con provvedimenti rigorosissimi e senza precedenti storici contro simili deviati comportamenti vigliacchi e vergognosi. Ebbene, ciò premesso, Sua Santità Francesco si ritrova a subire, in ultima istanza, attacchi ripetuti ed insostenibili con pretestuosità false e con dei preconcetti totalmente inventati.
Ai “mercanti del tempio” della politica odiatrice e dei media deliranti, dobbiamo ricordare che il nostro Pontefice subisce in continuazione minacce di morte e si deve confrontare con l’odio sistemico covato dai vescovi allontanati per comportamenti non consoni e non rispettosi della dottrina sociale della chiesa; lo stesso odio alimentato da giornalisti o da gruppi di potere prevalentemente collocati nella destra politica, così come da ecclesiastici che hanno mere intenzioni destabilizzanti del ruolo del Pontefice e che utilizzano i pretesti delle nozioni e delle basi teologiche imperanti nella Chiesa cattolica pura, per portarli strumentalmente verso una cultura ideologicamente tradizionalista così da accusare il Papa di blasfemia o di azioni  innovatrici in dispregio dei trattati teologici e delle indicazioni delle sacre scritture. Accuse gravissime e infondate per colpire il vero cuore pulsante della Chiesa cattolica.
Sì, perché agendo così come agisce, il nostro Papa esegue alla lettera i dogmi del Vangelo rispettando fedelmente ogni sua parte, e la sua battaglia è contro il denaro e in generale è avverso al capitalismo, come mezzo speculativo e prevalente obiettivo di vita; è contro uno sviluppo tecnologico, industriale e agricolo non sostenibile dal punto di vista ambientale e della salute pubblica, e non inclusivo dal punto di vista occupazionale; è contro gli egoismi e i soprusi portati avanti dai centri di potere ed é totalmente immerso nel fare del bene a tutti tendendo la mano verso i più deboli; è contro le disuguaglianze sociali con il fine virtuoso dell’ottenimento del bene comune per il rispetto del prossimo senza “se” e senza “ma”.
Sinceramente quello che crea turbamento nella vicenda dello strattonanento subito dal Papa – che per propria libera scelta non ha a ridosso di sé i componenti della scorta alle transenne, poiché vuole sempre tenere il contatto diretto con i Fedeli – è la Paese strumentalizzazione seguita alla sua reazione a dire di molti non ortodossa ed “esagerata”.
A parte le scuse con grande umiltà e pubblicamente espresse dal Papa il giorno dopo in cui ha dichiarato di avere perso la pazienza, la questione vera è un’altra: un Pontefice di 83 anni é stato violentemente “tirato” per un braccio e, oltre al dolore profondo subito evidenziato chiaramente dalla smorfia del suo viso, ha rischiato di cadere; non sapendo le effettive intenzioni della fedele che ha compiuto tale azione in soli 3 secondi, il tempo in cui è avvenuto il fatto, poteva supporre di avere di fronte una persona anche potenzialmente pericolosa o decisa a proseguire tale condotta in quanto non intenzionata a lasciare la “presa” della sua mano sul Papa.
Nel mondo in generale, se esistesse ancora autentica educazione e rispetto incondizionato dell’altro, e quindi vi fosse la consapevolezza del rispetto delle condizioni di salute e di anzianità in questo caso del nostro Pontefice, non ci sarebbero comportamenti talvolta irrazionali che, partendo magari dall’amore e dall’affetto di un fedele, finiscono peró col tramutarsi in atti di pura violenza per portare su di sé con la forza l’attenzione del Santo Padre.
Nostro Papa amatissimo, siamo orgogliosi di questa rivoluzione mite che sta faticosamente attuando per un mondo più giusto e amorevole dove la Dottrina sociale sia un messaggio universale e applicato in modo integrale, e non fatto a pezzettini o brandelli; e siamo orgogliosi che il Tuo sorriso e la Tua dedizione ai Fedeli siano la copertina del nostro libro per benedire un’era nuova, un’Italia e una comunità senza più odiatori né delegittimatori di professione.
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