Partito Unione Cattolica - Siamo il Partito della FEDE per ridare FIDUCIA in un’Italia Nuova - Segretario Partito Ivano Tonoli Partiti Politici Italia

LA RIFORMA GIUDIZIARIA, PER RESTITUIRE FIDUCIA A CITTADINI E IMPRESE

CRISTINA SPINELLI, DELEGATA GIUSTIZIA DI UNIONE CATTOLICA: “LA RIFORMA GIUDIZIARIA, PER RESTITUIRE FIDUCIA A CITTADINI E IMPRESE, DEVE SMETTERE DI OSCILLARE FRA SENSO DI IMPUNITÀ E GIUSTIZIALISMO POPULISTICO. SERVONO TRIBUNALI DIGITALI, UN FONDO DI RISARCIMENTO IMMEDIATO ALLE VITTIME DEI REATI, SANZIONI PENALI CERTE E RIEDUCATIVE TRAMITE IL LAVORO OBBLIGATORIO E RIPARATORIO. LA RIVOLUZIONE MITE DI NOI CATTOLICI PASSA TRAMITE IL PIANO GRATTERI, VERA ENCICLICA LEGALE PER SRADICARE IN POCHI ANNI MAFIE E MALAFFARE”

 

Nella natura degli uomini, fin dalle loro origini, la parola Giustizia è emersa in tutta la sua necessità e dirompenza. Noi Cattolici, parlando di essa, ci riferiamo alla Giustizia sociale e alla Giustizia legale. Sono le due parti del problema che affligge l’Italia e che viene strumentalizzato e urlato dai “falsi profeti” e dai moderni “mercanti del tempio” per trarre consensi populistici e per puntare il dito non sulle soluzioni ma contro nemici esterni veri o presunti rispetto ai quali si dichiarano di fatto impotenti e inabili a tutelare quegli stessi Cittadini a cui chiedono il voto e l’appoggio per fare che cosa? I decreti sicurezza del non rimpianto governo Conte 1 ne sono la prova più lampante: propongono e propugnano una foga fintamente repressiva che non dà sollievo alle Vittime e non produce alcun effetto dissuasivo e scoraggiante nei confronti degli autori dei reati. Del resto, agire con misure poliziesche-spot, o selettive dal punto di vista etnico-razziale, conquista nell’immediato anche parecchi “like” e “follow” basati sull’emotività del momento, ma dopo questa non restituisce quell’ordine e quella sicurezza sociale durevole di cui il Paese ha disperato e vitale bisogno per tornare a crescere con Fiducia, in un clima pacificato sulla base di regole sanzionatorie, risarcitorie e di riparazione del danno individuale e collettivo certe, chiare, applicative e soprattutto uguali e applicabili nei confronti di TUTTI.

Noi di Unione Cattolica, nel nostro libro – programma “Cattolici Uniti per benedire un’Italia nuova”, dedichiamo al capitolo della Giustizia legale un rilievo di assoluta priorità, perché dal buon funzionamento di essa, secondo un sistema di garanzie in grado di ricondurre sullo stesso piano “presunzione di non colpevolezza” da una parte e “centralità delle vittime dei reati” dall’altra, si permette di far venir meno le estenuanti inefficienze e lungaggini connesse a una malintesa interpretazione legislativa e giurisprudenziale tutta sbilanciata a favore solo del primo punto e a discapito quasi esclusivo del secondo: esattamente ciò che ha rappresentato nel tempo una formidabile arma di procacciamento di voti da parte dei movimenti populistici i quali, una volta assurti al potere, hanno continuato e continuano ad agire sui “social media” come se fossero sempre all’opposizione e a dare la colpa agli “altri” come se loro non si trovassero in quel momento al governo! Un gioco di illusione ottico-mediatica che si è rivelato alla fin fine con gambe molto corte e che ha contribuito ad accelerare l’epilogo, per molti versi e per fortuna inevitabile, del primo esecutivo giallo verde della storia d’Italia, la cui pressoché totale focalizzazione sulla questione immigratoria, agitando la clava di centinaia di migliaia di espulsioni irrealistiche e irrealizzabili, non ha restituito città, strade e case più sicure, anzi!

La Giustizia può essere ristabilita evitando scorciatoie giustizialisti che sono solamente moltiplicatrici di danni e di costi a carico di cittadini e imprese. Per questo motivo, nel nostro programma viene dato rilievo al punto relativo alla Digitalizzazione dei processi civili e penali e all’istituzione di veri e propri “Tribunali digitali” superando e cancellando in via definitiva quegli strumenti normativi e di amministrazione giudiziaria che rappresentano orpelli anacronistici studiati ad arte per creare e alimentare la “questione Giustizia” in Italia e metterla al centro di un gioco di veti e controverti da parte del sistema politico e della stessa categoria dei magistrati e dei professionisti giuridici, oscillando tra tentazioni di autoriforma e propositi di autoassoluzione entrambi dannosissimi per le persone comuni che chiedono legittime forme di tutela preventiva dei propri diritti soggettivi ed economici e dei propri interessi legittimi.

 

Il solo modo per restituire Fiducia non è promettendo di armare la mano di inermi cittadini, quasi a voler surrogare uno Stato che così dichiara la propria incapacità di intervenire tempestivamente: quello che ogni giorno ci viene riportato dalle cronache provenienti dagli Stati Uniti è emblematico del fallimento prima di tutto sociale di tale sistema e modo semplicistico di agire. Per questo motivo Unione Cattolica propone investimenti straordinari nella installazione, diretta ovvero incentivata, di telecamere e di sistemi di videosorveglianza in chiaro di ultimissima generazione collegati direttamente alle centrali delle forze dell’ordine, e un piano poderoso che permetta di destinare una parte delle ingenti risorse finanziarie, a oggi impegnate per onerosi progetti di armamento militare e per costosissime missioni di pace che sono in verità di guerra, al rafforzamento numerico, alla dotazione tecnica e alla qualificazione continua delle nostre forze dell’ordine, quegli uomini e donne in divisa che devono tornare a essere messi nella condizione migliore, per se stessi e per gli altri, di svolgere il proprio ruolo di “angeli custodi” della nostra sicurezza e vita quotidiana all’interno dei luoghi domestici e lavorativi e nelle aree urbane.

Non è con le contro-riforme gialloverdi degli ultimi 14 mesi, peraltro adottate sempre “salvo intese” e dopo aspri scontri interni fra i due ex alleati, che le Vittime di reati o ingiustizie troveranno il ristoro e la riparazione che giustamente pretendono da uno Stato fiscalmente onnivoro che non interviene sullo “status quo” della Magistratura, non prevede alcuna conseguenza a carico degli autori di errori giudiziari anche clamorosi e che continua a tenere il Cittadino imbrigliato nella ragnatela di procedure lunghe e costose viceversa bypassate dai responsabili dei grandi episodi corruttivi e criminali che lasciano sgomenta la pubblica opinione.

Per questo motivo, accanto alla costituzione del “Tribunale digitale” e alla contestuale abrogazione di tutte le norme che permettono allo stato attuale un enorme potere discrezionale e di veto in capo alle burocrazie giudiziarie, proponiamo la fissazione di una durata complessiva massima dei procedimenti e dei processi civili e penali, sia in corso che nuovi, durata che ogni tre anni dovrà essere fissata con decreto del Ministro della Giustizia e calcolata sulla media dei migliori Paesi europei, con la contestuale previsione di un Fondo per il risarcimento delle Vittime dei reati e degli errori processuali, Fondo che sarà alimentato anche dalle risorse confiscate alla grande corruzione e criminalità e dalle economie di spesa legate sulle multe che lo Stato italiano deve oggi versare per la estenuante lunghezza dei “processi-lumaca”.

Prevedere, come hanno fatto i gialloverdi, che i processi possano e debbano ridursi ragionevolmente nei tempi di durata, nell’attuale situazione normativa interna alla macchina giudiziaria, significa proporre l’ennesima non-soluzione dannosa e populistica, che farebbe pagare due volte il conto ai Cittadini desiderosi e bisognosi di Giustizia e che altro non farebbe se non aumentare il rischio di sentenze non corrette e sommarie.

I risparmi economici della Digitalizzazione potranno essere utilizzati per un poderoso piano di edilizia carceraria attraverso il recupero delle molte aree immobiliari dismesse presenti sul territorio italiano, affinché la sanzione penale inflitta, ove detentiva, sia adempiuta integralmente in ambienti non più sovraffollati e contrari ai precetti della Costituzione e si accompagni a piani obbligatori di rieducazione civica e morale e di svolgimento di attività lavorative finalizzate a evitare alla comunità danneggiata l’accollo di spese per le conseguenze dei danni fisici e materiali cagionati dagli autori dei reati contro le persone e contro il patrimonio.

Il capitolo della lotta criminale deve proseguire dichiarando guerra al dilagare della duplice piaga corruttiva e criminale, che ogni anno sottrae allo Stato e ai Cittadini alcune centinaia di miliardi di euro con i quali potrebbe essere creato un fondo di ammortamento del debito pubblico, una parte del quale – non va dimenticato – è stata originata proprio dai maggiori costi economici e finanziari pubblici provocati dalle infiltrazioni del malaffare e delle organizzazioni malavitose nei complessi meccanismi della macchina amministrativa a tutti i livelli istituzionali. Leggi come la “Bassanini”, nate al nobile fine di separare la Politica dalla gestione quotidiana della cosa pubblica, hanno finito con il togliere poteri e competenze alla prima, ridotta sempre più a strumento asservito a lobbies e centri di potere distanti dai Cittadini, e con lo spostare il baricentro degli eccessi di discrezionalità e dei rischi corruttivi su apparati che non sono tenuti a rispondere democraticamente, con la conseguenza che oggi i fenomeni degenerativi sono più difficili da individuare e da perseguire.

Per questo motivo, nel nostro libro – programma proponiamo il recepimento integrale del Piano di lotta alla piaga mafiosa e al malaffare diffuso redatto da uno straordinario Servitore dello Stato come il Magistrato anti ndrangheta Nicola Gratteri, piano articolato e organico disponibile fin dal 2014 e mai recepito da alcuno schieramento politico, e attraverso il quale, senza vanificare il sistema delle garanzie, si potrebbe nel volgere di pochi anni – nell’arco di una normale legislatura parlamentare di cinque anni – sradicare questo duplice fenomeno alla base di uno Stato inefficiente, fiscalmente forte contro i deboli e contro 19 milioni di Italiani che non riescono ad avere una Seconda possibilità di reinserirsi positivamente nel circuito lavorativo e produttivo a causa di cartelle esattoriali mostruose che distruggono fisicamente ed economicamente intere famiglie e vite umane. Una riforma che vuole dare seguito al desiderio di giustizia e legalità gridato nel 1993 da Sua Santità Giovanni Paolo II e più recentemente da Papa Francesco in quella Sicilia simbolo di un Sud che ha pagato un alto tributo umano e di vite di operosi e coraggiosi Servitori della Chiesa e dello Stato, di Parroci, Magistrati e uomini e donne in Divisa: “Convertitevi!”, hanno detto con esclamativa severità Wojtyla e Bergoglio entrambi rivolgendosi agli esponenti di quella “società del Male contraria al vivere Cattolico e al diritto alla Vita”, perché “il Sorriso delle vittime della mafia si è rivelato più forte di ogni male e ha tolto il sonno ai carnefici, così come lo tolse all’assassino del Beato Padre Pino Puglisi”.

Su questo punto diamo atto dell’impegno dell’amica e dirigente Cristina Spinelli, nostra delegata alla Giustizia, che con spirito professionale e coinvolgente entusiasmo sta spronando a un lavoro bellissimo di elaborazione riformatrice dell’intera materia.

“Negli ultimi 60 anni, in Italia ma non solo, vi è stato un decadimento dei valori morali che ha comportato una crisi globale in tutti i settori, sia a livello personale che collettivo e sociale. Non voglio parlare dell’istruzione, problema affrontato egregiamente dal collega D’ambrosio, ma della Giustizia e dei meccanismi di svolgimento della stessa in ambito tanto civile quanto penale. Il cittadino non si sente più rappresentato né da una classe politica che fa esclusivamente demagogia, né tanto meno dai Giudici, perché non riescono a contenere la durata dei processi e alla fine degli stessi emettono sentenze il più delle volte considerate non corrette e ingiuste nel sentire sociale. Purtroppo però talune volte non è colpa dei magistrati, ma delle leggi. Infatti negli anni si sono succedute regole che hanno cancellato di fatto la volontà di fare e assicurare Giustizia, come ad esempio la chiusura di alcuni Tribunali, esattamente le sedi distaccate (esempio Breno e Salò, e in Piemonte Alba), che hanno portato un notevole rallentamento dei processi e un sovraccarico dei fascicoli nelle Cancellerie. Non esiste più né la certezza della pena né la proporzionalità tra delitto e pena. Il cittadino per alcuni reati desidererebbe avere leggi più severe e che evitino quelle prescrizioni che nel pensiero comune vengono equiparate a colpi di spugna per taluni reati di allarme sociale”.

“Unione cattolica seguendo i dettami del cattolicesimo, per cui la pena una volta stabilita con certezza nella sua valenza preventiva e punitiva, consenta anche secondo Costituzione di svolgere la sua funzione correttiva e di obbligo per il reo a svolgere attività di reale utilità economica sociale che scoraggino la recidiva una volta fuori dal carcere. In parallelo, alla macchina giudiziaria dello Stato deve essere imposto di provvedere al risarcimento immediato della Vittima del reato e della sua famiglia subito dopo l’emissione della sentenza che ne riconosca il danno patito. Il nostro Partito ha anche sulla giustizia un programma completo, applicativo e chiaro. Innanzitutto sulle orme della proposta Gratteri, autentica Enciclica di legalità, vuole rafforzare e perfezionare l’istituto della confisca, per scoraggiare la corruzione e l’infiltrazione criminale oramai divenuta sistematica e sistemica. Altro punto è riformare l’organico della magistratura e innovare le norme procedurali e processuali, rendendole più celeri, agendo su competenza, specializzazione e digitalizzazione e cancellando leggi obsolete o comunque non più in grado di soddisfare la cittadinanza né di garantire la certezza del Diritto e dei diritti. Ad esempio, è un mio parere personale, l’usucapione, soprattutto sui beni immobili, dovrebbe essere abolito, o per lo meno se c’è l’immediata contestazione del proprietario il giudice dovrebbe emettere subito sentenza di riconsegna del fondo al suo legittimo titolare. In questi casi l’usucapione potrebbe essere decisa dall’ufficio di mediazione, che dovrebbe controllare la regolarità della notifica. Il proprietario deve essere garantito maggiormente dagli abusi del possessore: è assurdo che una persona anziana nel ritornare a casa, dopo una vacanza o un ricovero in ospedale, si veda costretta ad adire le vie legali per riottenere la disponibilità del proprio immobile abitativo indebitamente occupato, causa che anche qui dura mesi se non addirittura un anno e nel frattempo la povera malcapitata dovrebbe vivere a sue spese in albergo! In questi casi basterebbe una legge che assegni la possibilità al proprietario di ricorrere alle forze dell’ordine per poter rientrare subito nel proprio alloggio: a oggi, infatti, il reato di occupazione abusiva esiste già, ma è regolamentato senza considerare la Proprietà diritto naturale soggettivo di chi con la fatica del proprio lavoro e con il risparmio l’ha costruita legittimamente nel tempo. La Dottrina sociale della Chiesa, fin dalle proprie origini, pone l’accento sull’importanza dell’incentivazione, del riconoscimento e della tutela della Proprietà come diritto intimamente connesso alla natura di ciascuna Persona, come bene rifugio per lo svolgimento della vita della famiglia naturale e come garanzia di uno sviluppo equo e diffuso, contro i disordini sociali e contro la tentazione del ricorso ai falsi rimedi delle soluzioni populiste o auto giustizialiste”.

La Giustizia è un settore dove meglio che in altri si manifesta il nostro essere “Rivoluzionari Miti”, perché l’ordinamento e l’organizzazione giudiziaria hanno bisogno della sobrietà di chi è chiamato a deliberare e pronunciare sentenze in nome del Popolo Italiano, e necessitano di una coraggiosa opera di trasparenza e moralizzazione che è l’esatto opposto della caduta in tentazioni moralistiche e populistiche da cui poi ci si rialza più doloranti e più deboli di prima.

Previous È MAI POSSIBILE CHE L’ITALIA SIA IN UNA RECESSIONE