Partito Unione Cattolica - Siamo il Partito della FEDE per ridare FIDUCIA in un’Italia Nuova - Segretario Partito Ivano Tonoli Partiti Politici Italia

LIETI CHE FINALMENTE MATTARELLA SE NE SIA RESO CONTO

IVANO TONOLI SEGRETARIO POLITICO DI UNIONE CATTOLICA: LIETI CHE FINALMENTE MATTARELLA SE NE SIA RESO CONTO, SPECIE DOPO UNA VERGOGNOSA LAGARDE CHE HA SERVITO L’ITALIA IN PASTO AGLI SQUALI DELLO SPREAD

CHE UNIONE È UNA COMUNITÀ DI STATI CHE CI METTE IL VETO SU MASCHERINE E RESPIRATORI? SOSPENDERE MAASTRICHT NON BASTA, IL DEBITO PUBBLICO VA RICLASSIFICATO DEFINENDO COME TALE LA SOLA QUOTA ESTERA, PERCHÉ DOPO IL CORONAVIRUS OCCORRERANNO INVESTIMENTI MULTIMILIARDARI E STRUTTURALI SUL WELFARE RIABILITATIVO

Qui o si fa l’Europa o si muore! Non solo di coronavirus ma anche di quelle contraddizioni che negli ultimi 12 anni, nonostante le grandi crisi finanziarie del 2007 e del 2011, ci hanno tolto ossigeno fiscale soffocando famiglie e imprese e adesso ci vogliono togliere anche quello vitale polmonare.
“Siamo tutti Italiani”, ha esclamato la tedesca Von Der Leyen per manifestare solidarietà ai 15.000 contagiati e agli oltre 1.200 deceduti “per” coronavirus (perché addurre preesistenti problemi di salute nel defunto è irrilevante, la sua vita è stata prematuramente stroncata dal virus cinese). Frase meravigliosamente pronunciata ma in concomitanza con la quale due Stati della “Unione”, Germania e Francia, hanno opposto il loro “no” alla richiesta italiana di mascherine e respiratori; mentre, in quelle medesime ore, dalla torre, o meglio dalla gigantesca e ripida campana isolata di vetro di Francoforte, l’ex FMI Christine Lagarde, ora alla tristissima guida della BCE, serviva il nostro martoriato Paese in pasto ai “pescecani” finanziari dello spread dicendo che ridurlo – ossia diminuire il differenziale dei rendimenti fra titoli pubblici italiani e tedeschi – non è compito della Banca centrale europea. Gravissima affermazione che andrebbe perseguita disciplinarmente e non solo: non sarebbe compito cioè di un Banchiere centrale europeo promuovere con gli strumenti di politica monetaria di cui dispone – e che un grande economista-statista come il suo eccellente predecessore Mario Draghi, che vorremmo alla guida del Governo italiano in questo frangente, ci ha insegnato non essere pochi se si vuole – una riduzione sostanziale dell’onere del debito pubblico e di conseguenza del costo del denaro per imprese e famiglie!
Ecco a quale punto ci ha portati questa Europa “unita”, nata col fiato corto e come tale – ci sia perdonata questa metafora drammatica ma inevitabile – esposta primariamente al coronavirus.
NOI DI UNIONE CATTOLICA NON CI STIAMO, e torniamo a ribadirlo con radicale chiarezza, e siamo lieti che anche una personalità morigerata, autenticamente europeista e morigerata come il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, abbia ribadito che l’Unione Europea deve aiutare l’Italia e non ostacolarla. Esatto, e così senz’altro sarebbe se la UE fosse organizzata e strutturata sul modello costituzionale e decisionale democratico degli Stati Uniti d’America, dove in un paio di giorni la Federal Reserve, equivalente statunitense della BCE, ha immesso nell’economia reale di banche, famiglie e imprese mille miliardi di dollari, nel mentre che il governo federale di Washington predisponeva una manovra economica pari a 4 punti percentuali di PIL americano per ridurre le tasse e sostenere sino alla fine dell’anno – ossia per 9 mesi e non per nove settimane come il non-eletto governo bisConte – i lavoratori e le imprese.
Dalle parti delle cancellerie europee, invece, sembra che finalmente lunedì approveranno le linee guida, che come tali non diventeranno subito applicative ma richiederanno un supplemento normativo e burocratico, per consentire la sospensione del patto di stabilità. Ossia: a emergenza sanitaria conclusa, bentornato al rigore dell’austerità? Altro che spese di investimento sanitario fuori dal conteggio del deficit!
Per questo motivo serve un governo italiano autorevole che – applicando alla lettera la giustissima e assai doverosa indignazione di Mattarella alla quale ci associamo – imponga alla Commissione europea di trasformare la sospensione delle clausole finanziarie del trattato di Maastricht e del patto di stabilità in un periodo di fase costituente per le Istituzioni della UE e ricostituente per la salute dell’economia e della società a cui il virus cinese minaccia di assestare il colpo di grazia con una serie infinita di lutti umani, aziendali e lavorativi.
Non ci serve un governo giallorosso che dica “grazie Europa, che dopo averci massacrato ci sospendi le torture di bilancio”, oppure “grazie Cina che dopo averci contagiati ci mandi qualche medico e qualche dispositivo sanitario”.
NO! Ci serve un Esecutivo di salute pubblica nazionale ed europea che metta in atto, con un’opera diplomatica serratissima e senza sconti, una proposta che sarebbe, nella sua straordinaria semplicità, la soluzione di tutte le soluzioni: riclassificare il debito pubblico italiano definendo come tale la sola quota di titoli sovrani in mano agli investitori esteri. Una revisione che ci consentirebbe, con effetto immediato e in maniera permanente, di tornare a essere l’acceleratore dell’intera Europa.
Anche perché la sospensione del patto di stabilità non sarà di breve durata, poiché gli investimenti sanitari, economici e sociali da realizzare per fronteggiare la pandemia da virus cinese, e le sue dirette conseguenze sulle persone e sulle imprese, non potranno limitarsi alle 9 settimane indicate da Conte e da Gualtieri: occorrerà predisporre infatti un welfare e un sistema di sicurezza sociale riabilitativo che, per ripristinare la piena funzionalità e autosufficienza di ciascun paziente, dovrà doverosamente coprire un arco temporale che i più illustri medici luminari hanno determinato in parecchi mesi di prosecuzione di ulteriori cure, controlli e trattamenti. Esattamente l’ombrello – o mascherina che dir si voglia – studiato dal governo americano. Mentre il governo giallorosso le mascherine in precedenza – prima del 21 febbraio – le diede alla Cina.

IVANO TONOLI Segretario Nazionale di UNIONE CATTOLICA

Previous Presso l’Auditorium del Convento dei Cappuccini, a San Severo ” CATTOLICI UNITI “