Partito Unione Cattolica - Siamo il Partito della FEDE per ridare FIDUCIA in un’Italia Nuova - Segretario Partito Ivano Tonoli Partiti Politici Italia

FINALMENTE LA PUBBLICA AMMISSIONE CHE I CONTAGI EFFETTIVI SONO 10 VOLTE QUELLI CENSITI

IVANO TONOLI, SEGRETARIO UNIONE CATTOLICA E PRESIDENTE CONFEDES:

FINALMENTE LA PUBBLICA AMMISSIONE CHE I CONTAGI EFFETTIVI SONO 10 VOLTE QUELLI CENSITI

INTANTO SERVIRÀ UN TEMPO DA QUI AL 15 APRILE PER RENDERE OPERATIVI 25 MILIARDI CHE BASTERANNO SÌ E NO PER UNA SETTIMANA MA AI QUALI MOLTISSIME FAMIGLIE E IMPRESE RISCHIANO FIN DA ORA DI NON ACCEDERE

SCANDALOSO CHE UNO STATO CHE HA POTERE DI VITA E DI MORTE SUI CONTI CORRENTI DI OGNI CITTADINO E AZIENDA NON PROVVEDA A ESEGUIRE DEGLI ACCREDITI DIRETTI

CONTE ANZICHÉ ANDARE SU FACEBOOK CONVOCHI OGGI I MINISTRI E USI IL BAZOOKA BCE CON UNA PRIMA MUNIZIONE DA 80 MILIARDI DI TITOLI PER PAGARE I DEBITI DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI CON LE IMPRESE DIRETTAMENTE SUI CONTI DELLE STESSE

Ben svegliati giallorossi! La pandemia corre più veloce della burocrazia. A dirlo questa volta non siamo più noi, ma il capo della Protezione civile Borrelli, ossia il Commissario straordinario per l’emergenza contro il virus cinese e a sua volta commissariato da Arcuri per gli acquisti dei dispositivi medicali e sanitari.
Ennesimo paradosso di un governo non eletto in cui un commissario nominato per risolvere un problema attraverso azioni amministrative concrete lo denuncia sui giornali: vorrebbe dire che denuncia se stesso quando ammette che il numero di contagi che va leggendo ogni sera da un mese a questa parte è pari soltanto a un decimo di quelli effettivi? Conclusione questa a cui sarebbe arrivato non un commercialista e revisore contabile quale egli è in origine professionale ma uno studente al primissimo mese di Ragioneria.
Adesso che cosa faremo quindi? La risposta più plausibile è questa: dire a reti unificate che il decreto Cura Italia non cura assolutamente nulla perché i 25 miliardi in esso previsti saranno resi spendibili da qui a dopo Pasqua e Pasquetta attraverso 30 decreti ministeriali o inter-ministeriali di attuazione.
Alla faccia della decretazione di urgenza! A questo punto, sarà più facile che un simile provvedimento sia convertito in legge – da un Parlamento a sua volta in quarantena – prima ancora che applicato.
Allora perché chiamarlo decreto legge, che secondo la nostra Costituzione dovrebbe sviluppare con un certo automatismo i propri effetti fin dalla sua data di approvazione a palazzo Chigi, se per vederne i risultati parziali ne serviranno altre decine, di decreti? Effetti di cui nessuno, nemmeno gli stessi presunti beneficiari, farà in tempo ad accorgersi perché basterà una settimana per dare fondo a 25 miliardi in un contesto economico generale che, sul piano produttivo e lavorativo, pagherà ogni mese alla crisi sanitaria un conto quadruplo di tale cifra, esattamente come ha dichiarato all’inizio di questa settimana il presidente Boccia di Confindustria, nei fatti convergendo sulla nostra proposta storica di maxi-manovra per utilizzare il bazooka antivirus della BCE.
Lo scandalo nello scandalo, che come Partito Unione Cattolica e come Confedes abbiamo il dovere di rimarcare, è però un altro: come fa uno Stato di polizia fiscale e tributaria come è quello italiano, che sa tutto di tutti, che ha il dominio totale e il potere di vita e di morte sui nostri conti correnti – e tragicamente sui loro titolari imprenditori e lavoratori come conferma l’alto numero di decessi per suicidio economico di cui più nessuno parla – a non poter effettuare sugli stessi un accredito degli aiuti e dei sostegni che decide di stanziare? E come si permette di imporre a persone in necessaria quarantena domestica di compilare infinite documentazioni complesse da spedire online a siti internet istituzionali spesse volte in tilt?
La risposta è una sola: perché è il governo stesso a rendersi conto che 25 miliardi non bastano e allora punta artificiosamente a spalmare queste magrissime risorse nel tempo dando la finta illusione che esse durino di più.
Come fa il nostro governo prima a invocare più aiuto dalla BCE e la fine della austerità di bilancio in Europa quando poi non utilizza i margini di manovra infine ottenuti?
Lo stesso economista Cottarelli ha dichiarato che la Banca centrale di Francoforte è pronta a sottoscrivere titoli sovrani italiani per almeno 215 miliardi da qui a fine anno. Benissimo: allora Conte anziché andare su Facebook a reti unificate convochi oggi stesso un Consiglio dei ministri urgente per decretare una prima “munizione” di obbligazioni di Stato da 80 miliardi di euro da collocare presso la BCE per pagare da subito con accredito diretto ai fornitori i debiti delle pubbliche amministrazioni verso le imprese.
Dimenticavamo: in 120 articoli, commi e lettere di cura Italia non una parola sulla necessità di smobilizzare i conti a oggi bloccati dalla ex Equitalia, oggi Agenzia entrate riscossioni, a 19 milioni di Italiani a cui anche in piena emergenza viene negata quella che noi da inizio 2019 sollecitiamo come Seconda Possibilità. Forse è per questo che i giallorossi non hanno disposto gli accrediti diretti? Temiamo di sì.

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