Partito Unione Cattolica - Siamo il Partito della FEDE per ridare FIDUCIA in un’Italia Nuova - Segretario Partito Ivano Tonoli Partiti Politici Italia

GLI ITALIANI SONO ESAUSTI E VOGLIONO RISPOSTE IMMEDIATE

ADRIANO BENIGNI RESPONSABILE POLITICHE ECONOMICHE PARTITO UNIONE CATTOLICA: ”

GLI ITALIANI SONO ESAUSTI E VOGLIONO RISPOSTE IMMEDIATE AI PROBLEMI DEL PAESE, NON UN GOVERNO ARLECCHINO”. 

Mentre si aspetta il finale di una crisi da tutti giustamente definita surreale – e sperando che la fine della stessa coincida in ogni caso con la venuta meno dell’odio sociale e “social” e con una quanto mai necessaria pacificazione nazionale che risolva problemi vecchi senza crearne di nuovi (come auspicato da tutto il mondo cattolico) -, è la crisi reale, quella di famiglie e di imprese che non possono evadere né de localizzare, quella su cui adesso bisognerebbe promuovere altrettante mirate consultazioni.

Se vi era necessità di statistiche idonee a confermare la bontà e veridicità di quanto da mesi andavamo affermando – ossia la presenza di una questione fiscale irrisolta e aggravata dall’attuale sistema fiscale ed esattoriale così come da future flat tax di stampo populista – ci ha pensato la rilevazione numerica e percentuale condotta dalla Cgia di Mestre a fugare i residui dubbi: gli oltre 3,7 milioni di lavoratori autonomi e imprese medio-piccole e micro, con i loro quasi 11,5 milioni di dipendenti, garantiscono ogni anno più di 42 miliardi di euro di gettito fiscale, pari al 53 per cento di quello in totale conferito dall’intero sistema produttivo Italiano, mentre il restante 43 per cento viene versato dalle realtà aziendali sopra i 250 addetti, le quali occupano 3,1 milioni di lavoratori.

Un dato sul quale siamo più volte intervenuti, in questi mesi, sia come partito Unione Cattolica sia come Confederazione datoriale e sindacale Confedes, perché riteniamo – in coerenza con quanto ribadito da sempre e storicamente dalla Dottrina sociale della Chiesa Cattolica e dal principio cardine di Sussidiarietà sociale e istituzionale – che nessuna soluzione sarà possibile sia insistendo sull’attuale Stato di polizia tributaria, che impedisce a 19 milioni di Italiani di avere una Seconda possibilità – sia ostentando assurde flat tax il cui solo esito pratico sarebbe di incentivare le piccole imprese a restare piccole, ad accrescere l’economia sommersa di sopravvivenza e a infliggere il colpo di grazia ai servizi pubblici e sociali destinati alle famiglie in condizioni o a rischio di povertà assoluta o relativa.

Vi è una coincidenza numerica drammatica che conferma come non si debba più attendere sulla via di una seria e non più nazional sovranista politica diplomatica dell’Italia nei confronti dell’Unione Europea e di Bruxelles: il totale delle imposte e tasse versate dal complesso delle imprese italiane di tutte le dimensioni, circa 80 miliardi annui, risulta solo di poco superiore alla spesa da vincolare ogni anno, da parte del governo, al pagamento degli interessi sul debito pubblico, 64 miliardi destinati in assenza di correttivi strutturali a tornare a salire verso i 74 dopo il 2020.

In pratica – è stato rimarcato più volte da Ivano Tonoli mio segretario di Unione Cattolica e presidente di Confedes – è come se l’intero sforzo del nostro sistema imprenditoriale fosse proteso non ad avere in contropartita giusti e doverosi servizi da parte dello Stato e degli altri Enti istituzionali, ma unicamente al pagamento di interessi che vanno a beneficio soprattutto dei sottoscrittori esteri del nostro debito pubblico, che sono anche i nostri diretti concorrenti economici.

In un tale contesto, la flat tax comporterebbe un devastante effetto boomerang, scoraggiando il lavoro, la crescita e l’innovazione e incentivando unicamente il “nanismo” e l’evasione di sopravvivenza, dal momento che al di sopra di essa tornerebbe in vigore la solita “giungla fiscale”.

Quello che noi proponiamo – come partito e come confederazione economico-sociale – è semmai un intervento in due fasi: un sistema di aliquote fiscali di base, progressive e premianti che abbracci l’intero sistema delle imprese micro, piccole e medie nella definizione datane dall’unione Europea fino a 250 dipendenti ciascuna, in modo che sia conveniente crescere e investire. Perché è inutile promettere una illusoria Flat tax sovranista se poi, l’anno dopo, in azienda irrompe l’agenzia delle entrate che oggi ingloba anche i poteri di Equitalia e che può applicare arbitrari studi di settore destinati a vincolare per sempre la vita e il patrimonio di decine di migliaia di piccoli imprenditori e dei loro dipendenti! Del resto, proprio in questi giorni, 800.000 piccoli imprenditori e laboratori vedranno nelle proprie buche delle lettere altrettante cartelle esattoriali, che non diminuiranno anzi saliranno ancora di più con la tanto sbandierata “tassa piatta”!

Parimenti, la situazione dei gruppi imprenditoriali di dimensioni maggiori è tale per cui occorre riflettere su un altro punto ugualmente segnalato nel nostro libro “Cattolici uniti – Il programma per benedire un’Italia Nuova”, quello relativo alla perdita del ruolo costituzionale dello Stato e del Governo come Ente istituzionale strategico di legislazione e programmazione: la fine delle vecchie Partecipazioni statali, ai primi anni Novanta, ha moltiplicato le burocrazie locali e regionali ma ha sottratto quella funzione sussidiaria in base alla quale l’istituzione Statale avrebbe dovuto garantire un ruolo tecnico di partnership nei confronti degli investitori strategici. Non abbiamo bisogno di un Google o di un Alibaba che rischiano di eludere miliardi di euro di tasse e imposte ogni anno, abbiamo necessità che marchi importanti del made in Italy possano crescere e che marchi strategici internazionali possano portare qui le proprie strutture ed economie reali. Non saranno le flat tax a garantire questo, né le 8000 società partecipate che bisognerebbe ridurre a 400 in modo che ognuna di esse sia partner forte di un investitore strategico nel nostro Paese.

Questa è la pacificazione che vogliamo e che i Cattolici liberi e forti, “miti e rivoluzionari” nella definizione bellissima del Cardinale Gualtiero Bassetti presidente CEI, vogliono contro ogni populismo. Perché una crisi surreale, come quella vissuta in questi giorni e settimane, lasci il posto alla soluzione delle “crisi reali”.

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