Partito Unione Cattolica - Siamo il Partito della FEDE per ridare FIDUCIA in un’Italia Nuova - Segretario Partito Ivano Tonoli Partiti Politici Italia

LE AZIENDE E LA FAMIGLIE IN GRAVE E CRESCENTE DIFFICOLTÀ

LUIGI GROSSI  RESPONSABILE DELLA FAMIGLIA E DELLA DISABILITÀ, DEL PARTITO UNIONE CATTOLICA:

LE AZIENDE E LA FAMIGLIE IN GRAVE E CRESCENTE DIFFICOLTÀ IERI INCHIODATE DAVANTI AGLI SCHERMI TELEVISIVI AD ASSISTERE IL VERGOGNOSO SPETTACOLO DELLA *CLASSE DIRIGENTE POLITICA ITALIANA DENOTANTE UNA PROFONDA *VIGLIACCHERIA*, IL TRADIMENTO SISTEMATICO, LA *BORIA PERSONALE*, IL TRASFORMISMO E LA *SETE DI POTERE* CON UNA SENSAZIONE GENERALE DI AVVERSIONE TOTALE A QUESTI PARTITI

INADEGUATI E PERICOLOSI PER LA DEMOCRAZIA E NEMICI GIURATI DEL BENE COMUNE”.

Come da tragicomico copione della vigilia: il sipario calato sul governo gialloverde è coinciso con la peggiore delle sceneggiature e delle sceneggiate a cui si potesse assistere in un’aula parlamentare. È per noi, di Unione Cattolica, una magrissima consolazione che, a “Titanic” oramai schiantato e affondato, senza neanche orchestra finale, l’ex premier *Conte abbia sviscerato ed esternato, con palesato rancore verso l’ex alleato leghista, tutta una serie di concetti e di convincimenti per i quali sarebbe stato sufficiente, nei quattordici mesi appena conclusi ingloriosamente, leggere il dramma degli indicatori economico-sociali generali, le cronache relative ai fallimenti d’impresa e alla spirale dei suicidi economici, i numeri della crescente povertà anche fra gli appartenenti all’ex classe media di questo Paese*. Senza peccare di presunzione, sarebbe stato sufficiente – in quel circo mediatico che ha visto esibirsi i due opposti populismi – prendere visione di quanto noi, nella nostra umiltà di *”rivoluzionari miti”* utilizzando una bellissima definizione del *Cardinal Bassetti sull’impegno dei Cattolici autentici, andavamo segnalando e costruttivamente denunciando all’interno del nostro libro-programma “Cattolici Uniti per benedire un’Italia Nuova,*”. Fin da gennaio abbiamo lanciato reiterati allarmi sul *rischio di azzeramento e regressione dell’economia, sull’accresciuto divario Nord-Sud e sull’assurda convinzione che un finto reddito di cittadinanza senza lavoro e senza sviluppo potesse far ripartire il Mezzogiorno d’Italia, il cui mancato rilancio pone del resto una pesantissima ipoteca anche sulle prospettive di un Settentrione italiano dove i sintomi della recessione iniziano purtroppo a mordere anche nelle roccaforti a guida leghista*: si pensi che il *boom di aste immobiliari successive a fallimenti e a crediti deteriorati è proprio in Lombardia*.

Da inizio anno segnalavamo che l’accanimento xenofobo a senso unico non avrebbe portato più sicurezza ma avrebbe soltanto alimentato il disagio e l’insicurezza, stante l’impossibilità economica e giuridico-legale di *procedere ai rimpatri coatti sventolati dall’ex ministro degli interni*. *Senza una politica di mirata internazionalizzazione e di forti investimenti economici, umanitari e istituzionali nei Paesi di origine e di transito dei migranti – come auspicato dai Santi Padri Giovanni Paolo II e Francesco nelle proprie encicliche sociali Centesimus Annus e Laudato Sì, la sola alternativa al diritto a migrare è il diritto a non migrare*, non sono di certo i “porti chiusi” che hanno soltanto contribuito a chiudere ancor più gli spiragli di dialogo e di cooperazione fra Italia ed Europa. Pensiamo alla Spagna dove il fenomeno immigratorio è molto più consistente di quello che si verifica in Italia, solo che in terra iberica l’applicazione di leggi non populiste ma serie, certe e uguali per tutti garantisce sicurezza, legalità e integrazione senza rincorrere i “like” e i “follow” sui social media.

Per intanto, nessun provvedimento è stato assunto nei confronti della invasione, quella sì vera e silenziosa, che la comunità cinese sta attuando nei confronti dell’economia italiana, immettendo in commercio il falso made in Italy, eludendo il fisco italiano senza subire lo stesso trattamento poliziesco riservato a 19 milioni di Italiani cui viene negata la Seconda possibilità di tornare a vivere e lavorare, e depauperando l’Italia con il trasferimento di colossali liquidità monetarie non tassate verso la madrepatria Cina tanto cara ai grillini e all’ex vicepremier Di Maio (che in questi mesi ha gareggiato con l’ex alleato leghista nel derby russo-cinese, vero trionfo di democrazie!). Così come nulla si è fatto, al di là di giustizialismi sterili e urlati, per contrastare la radice dei fenomeni corruttivi e mafiosi che lucrano sulla burocrazia delle leggi, sulle vecchie e nuove povertà, sulle vecchie e nuove migrazioni, sui colossali movimenti finanziari: eppure dal 2014 un pacchetto normativo compiuto esiste ed è quello elaborato dal magistrato anti ndrangheta Nicola Gratteri e mai applicato da nessuna forza parlamentare.

Ci fa piacere che l’ex premier, a baracca oramai franata, abbia scoperto l’indignazione verso l’uso politicamente strumentale di icone e simboli religiosi, ma chi è senza peccato scagli la prima pietra!

Singolare poi un ultimo dato: i populisti di destra e di sinistra, in passato sempre critici contro il protagonismo del Capo dello Stato in una Repubblica costituzionale parlamentare, improvvisamente riscoprono il garante risolutore proprio nel Presidente della Repubblica, a conferma dello sfascio totale del sistema dei partiti, rispetto ai quali anche il ritorno a sistemi tendenzialmente proporzionali non ha prodotto il ritorno a strutture politiche forti e autorevoli ma ha solo alimentato ingovernabilità, tatticismi, trasformismi e cambi di casacca e di gabbana.

Certamente quanto accaduto tra maggio e adesso è la conferma del fatto che il  *populismo sovranista perde (e fa perdere Paese e cittadini) anche quando sulla carta vince, come avvenuto nel Parlamento europeo e come ora sta avvenendo in quello italiano*. Ancora una volta, una soluzione di ragionevolezza potrà venire solo *da programmi che applichino integralmente e con fedeltà la Dottrina socio-economica della Chiesa cattolica, dove dalla sua fondazione a oggi sono indicati i “falsi rimedi” – e il sovranismo è oggi uno di questi, al pari del comunismo, del nazionalismo e del capitalismo dello scorso secolo – e le autentiche vie di uscita con cui ricostruire la fiducia nella Fede, e l’eguaglianza sociale attraverso un’economia inclusiva della formazione, della produzione e del lavoro*.

Mentre la vera emergenza ora pare essere quella *dell’Iva, che effettivamente oggi è un problema a causa di uno spread che ha già bruciato 5 miliardi di soldi pubblici e di un sistema fiscale forte con i deboli e debole con i forti e privo di quella progressività sostanziale invocata dalla Costituzione, la sola soluzione è il rilancio del Fattore Famiglia tramite un paniere che per legge metta il ceto medio al riparo da aumenti tariffari e impositivi e da decurtazioni indiscriminate e il ritorno a una fiscalità progressiva sul modello di quella che, prima del 1970, portò al boom dell’economia e dell’ingegno italiano nel nostro Paese e nel mondo*.

Come detto a proposito del divario Nord-Sud, se la povertà relativa e assoluta continuerà a crescere, se la classe media non sarà nuovamente restituita al proprio ruolo di “fattore di mobilità sociale” per ampliare la fascia del benessere e della sicurezza sociale a chi oggi ne è involontariamente escluso, anche le categorie più benestanti vedranno incrinata la propria sicurezza.

*Anche noi di Unione Cattolica rivolgiamo un appello e un augurio al Presidente Mattarella, convinti che ogni scelta da egli assunta potrà contribuire a risvegliare il Paese dall’allucinazione sovranista, e che – arrivati a questo punto – torna di primaria attualità il messaggio degasperiano sulla bussola da seguire nella ricostruzione nazionale: né destra né sinistra, ma giustizia sociale in sede interna e personale cortesia in sede europea*.

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