Partito Unione Cattolica - Siamo il Partito della FEDE per ridare FIDUCIA in un’Italia Nuova - Segretario Partito Ivano Tonoli Partiti Politici Italia

IL CASO DELLE ELEZIONI SPAGNOLE SVELA LE CONTRADDIZIONI DEL SOVRANISMO ITALIANO

TONOLI IVANO SEGRETARIO DEL PARTITO UNIONE CATTOLICA:
IL CASO DELLE ELEZIONI SPAGNOLE SVELA LE CONTRADDIZIONI DEL SOVRANISMO ITALIANO E IMPONE UNA RINNOVATA COMUNIONE EUROPEA POLITICA ED ECONOMICA”.
Le elezioni politiche che si sono appena svolte in Spagna, e che hanno visto la prevalenza, non tradottosi in vittoria, dei Socialisti, a fronte di un avanzamento dello schieramento nazionalsovranista di Vox, sono servite a evidenziare lo stato confusionale imperante nei “campioni” del sovranismo nostrano.
A partire dal “conducator” leghista Matteo Salvini, passato dall’essere paladino dell’autonomismo catalano al congratularsi per il successo dei neofranchisti che vorrebbero viceversa cancellare le autonomie regionali, azzerare le aspirazioni di Barcellona e concentrare ancora più i poteri pubblici in capo a Madrid e allo Stato centrale per fondare un nuovo centralismo autoritario.
Questo la dice lunga sul clima di confusione ideale e di inadeguatezza programmatica di cui abbiamo già avuto un primo “saggio” nei diciotto mesi del primo governo Conte.
Il dramma vero è tuttavia la tentazione che anche coloro che si professano avversari dei sovranisti ne perpetuino gli errori madornali per la paura di perdere ulteriori consensi. Con il risultato finale di obbligare gli elettori votanti a scegliere fra due alternative sbagliate che si auto sorreggono e che, per auto sorreggersi, spingono ulteriormente verso il fondo l’economia e la coesione sociale nazionale.
Prova ne sia che lo Spread, che aveva iniziato a calare drasticamente dopo il passaggio dei sovranisti salviniani all’opposizione, adesso ha ripreso a risalire certificando in via preventiva la filosofia fallimentare di una legge finanziaria e di bilancio per il 2020 frazionata in una miriade di microinterventi incapaci di ricondursi a una politica industriale di ampio respiro e, anche laddove si tratti di misure singolarmente valide come l’industria e la formazione 4.0 o l’internazionalizzazione commerciale delle PMI, destinate a esaurirsi quasi subito senza poter produrre effetti massivi apprezzabili.
Occorre quanto prima, come auspicato nel nostro libro sui Cattolici Uniti per benedire un’Italia nuova, mettere in pista un’autentica diplomazia europea in corrispondenza con l’entrata in funzione della nuova Commissione Von Der Leyen, favorendo la creazione di poli industriali, dall’auto alla siderurgia, in grado di trasformare l’Europa in un soggetto politico-economico internamente leale e solidale ed esternamente concorrenziale, che non alimenti guerre sociali ribassiste al proprio interno ma sappia vincere le grandi battaglie di civiltà del nuovo secolo introducendo nella tecnica quell’Umanesimo in cui l’Italia all’interno della UE può essere il perno principale.
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