Partito Unione Cattolica - Siamo il Partito della FEDE per ridare FIDUCIA in un’Italia Nuova - Segretario Partito Ivano Tonoli Partiti Politici Italia

LA NOSTRA PROPOSTA *SULLA SECONDA POSSIBILITÀ’ PER SALVARE MOLTE VITE

ALESSANDRO ZORGNIOTTI IDEOLOGO DEL PARTITO UNIONE CATTOLICA:“LA NOSTRA PROPOSTA *SULLA SECONDA POSSIBILITA’* PER SALVARE MOLTE VITE UMANE E PER IMPEDIRE IL FALLIMENTO DI MOLTE AZIENDE FACENDO RITORNARE, DA PROTAGONISTI, NEL CIRCUITO ECONOMICO , 19 MILIONI DI ITALIANI* IN GRAVE DIFFICOLTA’ CON L’AGENZIA DELLE RISCOSSIONI, CON GLI ISTITUTI DI CREDITO E SOCIETÀ’ FINANZIARIE, RISPETTANDO UN DETTAME PRIORITARIO DELLA *DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA* COME LA DIGNITÀ UMANA.

Mentre i giornali e i vari “media” nazionali ci riportano ogni giorno gli sviluppi, o meglio le involuzioni e degenerazioni di questa surreale crisi di governo (posto che in questi 14 mesi un governo in Italia sia effettivamente esistito visti gli unanimi indicatori statistici e sociali), le famiglie e le piccole e medie imprese italiane sono alle prese con tutt’altra crisi, non surreale ma tragicamente reale, non sotto gli ombrelloni ma sotto la spada di Damocle di *perdere la propria casa, la propria bottega e la disponibilità del proprio conto in banca*!

Le statistiche elaborate dal gruppo Gabetti e pubblicate in ultimo da Italia Oggi, e relative al primo semestre di quest’anno, parlano di *836 immobili*, fra residenziali e aziendali, *che ogni giorno vengono messi all’asta presso i 140 tribunali italiani*.

I tre quarti di essi sono rappresentati da appartamenti e abitazioni, la restante quota da capannoni e stabilimenti. Questi sono i numeri che i trionfalismi gialloverdi continuano a negare, e in questo una grave responsabilità è sicuramente attribuibile al decreto fiscale, approvato dalla (ex?) Maggioranza pentaleghista sul finire dello scorso anno e che ha aumentato a dismisura i poteri della polizia fiscale a scapito delle tutele del contribuente medio, ignorando che in un Paese come l’Italia colpendo una famiglia si colpisce spesso un’attività di lavoro autonomo o dipendente!

Noi di Unione Cattolica, di fronte allo spettacolo indecente di queste ultime settimane, e a un sistema politico che sventolando le bandiere populiste e sovraniste ha indebolito gli interessi popolari e la sovranità stessa dell’Italia in Europa – alla vigilia di scadenze vitali per il Paese come la scelta del nuovo Commissario Europeo e la prossima manovra di bilancio di cui nessuno vuole prendersi la responsabilità – siamo sempre più convinti che la soluzione al problema della crisi reale del Paese sia l’adozione di una concreta *proposta sulla seconda possibilità* da riconoscere al cittadino come contribuente e come imprenditore. Senza una seria revisione e un rafforzamento della legge del 2012 (cd salva-suicidi tramite esdebitazione) che introduca una volta per tutte, e non per finta come si è fatto finora, il principio in base a cui il debito pregresso si paga in funzione di ciò che può il contribuente debitore – e non di ciò che presume unilateralmente lo Stato o il funzionario di banca dietro le proprie scrivanie – continueremo a leggere di pignoramenti in crescita e di suicidi consumati o tentati! *Diciannove milioni di italiani vivono una sorta di confino fiscale con la beffa di non godere neanche dei domiciliari dal momento che rischiano di perdere la casa o il negozio o entrambi (nel caso soprattutto dei piccoli e micro imprenditori) *. Esattamente come ribadiamo nel nostro *libro Cattolici Uniti – Il nostro programma per benedire un’Italia nuova* dove la nostra *proposta sulla Seconda Possibilità* – intesa *come salvavita e salva imprese* – è uno dei punti cardine della applicazione della *dottrina sociale integrale della Chiesa* cattolica in campo economico al servizio della Dignità della Persona e della Famiglia, contro i falsi miti della flat tax e del reddito di cittadinanza che hanno semmai contribuito al dramma delle attuali statistiche immobiliari.

Non è un caso che la classifica delle regioni italiane con il maggior numero di esecuzioni immobiliari veda la ricca Lombardia al primo posto e la Sicilia al secondo.

Se il governo gialloverde voleva riunire l’Italia ce l’ha fatta, ma nella crisi e nelle politiche di decrescita infelice!

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