Partito Unione Cattolica - Siamo il Partito della FEDE per ridare FIDUCIA in un’Italia Nuova - Segretario Partito Ivano Tonoli Partiti Politici Italia

La vicinanza di Unione Cattolica e Confedes all’Albania e al suo governo, che hanno deciso di combattere il covid puntando sulla prevenzione e senza chiudere l’economia

LA VICINANZA DI UNIONE CATTOLICA E CONFEDES ALL’ALBANIA E AL SUO GOVERNO, CHE HANNO DECISO DI COMBATTERE IL COVID PUNTANDO SULLA PREVENZIONE E SENZA CHIUDERE L’ECONOMIA.

IL PRESIDENTE IVANO TONOLI: APPREZZIAMO IL CORAGGIO POLITICO E GOVERNATIVO DEL PREMIER EDI RAMA, SCELTO DIRETTAMENTE DAI PROPRI CONCITTADINI E ORIENTATO A PROMUOVERE LA REINDUSTRIALIZZAZIONE ACCELERATA DEL PAESE CON IL PIENO UTILIZZO DEI FONDI EUROPEI.

IL PAESE DELLE AQUILE HA DOVUTO IN POCHISSIMI MESI, TRA LA FINE DEL 2019 E LA PRIMA PARTE DEL 2020, FARE FRONTE ALLA DUPLICE DRAMMATICA EMERGENZA SISMICA E SANITARIA, NEGOZIANDO CON UNIONE EUROPEA E FINANZIATORI INTERNAZIONALI PREZIOSI PACCHETTI DI AIUTO E RICOSTRUZIONE TRADOTTISI IN INTERVENTI STRUTTURALI PRESSOCHE’ IMMEDIATI.

Quest’anno, in Albania, la tradizionale celebrazione della Festa Nazionale per l’Indipendenza e la Liberazione è stata coincidente con il primo anniversario di commemorazione della tragedia del sisma che, proprio dodici mesi fa, provocò la morte di 50 persone e il ferimento di altre 2000, oltre a lasciare senza dimora interi nuclei familiari proprio nel periodo invernale.
Il Governo albanese del Premier Edi Rama, attraverso un intenso negoziato con l’Unione Europea e con gruppi di donatori e finanziatori internazionali, riuscì a ottenere la fiducia di numerose Istituzioni e soggetti mecenati, fiducia corrisposta con un piano di ricostruzione e di risanamento edilizio e urbanistico che, nel corso dei mesi successivi, e pur dovendo fare i conti con le limitazioni alle attività economiche causate dalla pandemia da coronavirus, ha permesso di avviare a risoluzione i pregressi decenni di incuria e anarchia urbanistica e di onorare nel modo migliore la memoria dei caduti sotto le macerie del sisma.

Il Consiglio dei Ministri della Repubblica di Albania è riuscito nell’intento di far convergere sul piano di recupero abitativo risorse esterne per oltre un miliardo di euro, al quale si devono aggiungere molte altre centinaia di milioni di euro di fondi ottenuti per i programmi di prevenzione e di contrasto alla diffusione del covid19 nel momento di maggiore aggressività del virus nei Balcani Occidentali.
L’Esecutivo Rama ha puntato su provvedimenti di responsabilizzazione dei Cittadini e degli operatori economici, evitando la generalizzata chiusura delle attività produttive e commerciali che, proprio in una fase in cui si stavano cominciando a risollevare dalle conseguenze del terremoto di un anno fa, sarebbero – con provvedimenti del tipo di quelli adottati dal non-eletto governo Conte – andate incontro a una inevitabile disfatta.

Così non è stato e, passeggiando per le vie della Capitale Tirana e delle altre Città dell’Albania, è possibile constatare una ritrovata vitalità del tessuto locale di PMI, e un recuperato ottimismo dei consumatori e investitori albanesi, manifestato fra l’altro dall’apertura di nuove attività nel commercio al dettaglio e nell’artigianato, senza che ciò rappresenti un fattore di pressione o di stress su un sistema sanitario pubblico e misto migliorato, dopo le riforme avviate dal 2013 a oggi, negli standards minimi di servizio preventivo e terapeutico alle persone.
Mentre in Italia, il governo tra pd e 5 stelle non ha la più pallida idea su come utilizzare le già carenti e non sufficienti risorse nette del cosiddetto “recovery found”, preferendo prelevare a colpi di tassazione i soldi da famiglie e imprese già stremate anziché esigerli come dovrebbe dall’Unione Europea, in Albania il Premier Edi Rama ha puntato su una ricetta diametralmente opposta e i cui risultati di positiva controtendenza si stanno già ora evidenziando: è stata infatti varata una ulteriore riduzione delle imposte dirette a favore del lavoro autonomo e della piccola imprenditoria, mentre allo stesso tempo sono state introdotte delle fondamentali agevolazioni operative a vantaggio di quei soggetti professionali in grado di promuovere l’arrivo di nuovi investitori aziendali esteri accompagnato dai fondi addizionali messi a disposizione da Bruxelles e dalle sue Istituzioni bancarie e finanziarie.

Un modello di sviluppo in tal senso virtuoso è quello che si riassume nel progetto politicamente incoraggiato dal Partito Unione Cattolica e tecnicamente perfezionato dalla partnership stabile tra Confedes e Consulmarc, che con il patrocinio del Governo Rama e l’adesione di alcune categorie economiche locali ha permesso in pochi mesi di predisporre un voluminoso faldone di piani di business e di condurre verso l’ormai sicura approvazione finale l’iniziativa epocale del LIP – il Lezha Industrial Park destinato a cambiare per sempre il volto manifatturiero dell’Albania centro-settentrionale, localizzando in esso una serie di eccellenze produttive e manifatturiere italiane ed europee nei settori biomedicale, informatico, logistico e minerario sulle quali saranno convogliati fondi europei a sostegno di un piano di investimenti pluriennale con una base iniziale di oltre 100 milioni di euro già assicurati ma destinati a moltiplicarsi nel corso dei prossimi 5 anni.
Facendo i debiti paragoni con l’Italia, il tempo che in Albania è stato utilizzato per predisporre i piani di business e ottenere le necessarie approvazioni dal Governo nazionale e dalle Municipalità locali, accomunate dallo stesso indirizzo politico e dallo stretto rapporto fiduciario vigente fra Premier e Sindaci che semplifica la filiera decisionale, in Italia non sarebbe stato sufficiente a formalizzare la richiesta di una singola autorizzazione, altro che ottenere la ratifica in blocco dell’intero progetto di parco industriale come invece è avvenuto per il LIP da parte dell’Esecutivo Rama.

Unione Cattolica e Confedes, in virtù delle condizioni che così si sono create, e di una comunanza che si estende ai valori di speranza e di fiducia indotti dal comune riconoscimento della figura di Madre Teresa di Calcutta proclamata Santa da Papa Francesco che proprio qui in Albania svolse la sua prima missione internazionale, confermano nel Paese delle Aquile una destinazione privilegiata, oggi e per i mesi e gli anni a venire, per la salvezza e lo sviluppo del lavoro delle Imprese Italiane, per la creazione di nuova occupazione di qualità a favore delle Popolazioni locali e per riportare in Europa quelle produzioni che negli anni e decenni passati si sono delocalizzate in Estremo Oriente creando nei mesi di picco della pandemia enormi e gravissimi problemi di approvvigionamento vitale. Problemi che saranno definitivamente risolti dalle iniziative del parco LIP e dagli sviluppi che alle stesse seguiranno.

Previous Ivano Tonoli descrive l’importanza degli Oratori

Copyright © 2025 Partito Unione Cattolica | Designed by WebMarketing