Partito Unione Cattolica - Siamo il Partito della FEDE per ridare FIDUCIA in un’Italia Nuova - Segretario Partito Ivano Tonoli Partiti Politici Italia

NOI CATTOLICI UNITI DOBBIAMO ESSERE INTERLOCUTORI DI UNA NUOVA CARITÀ

NOI CATTOLICI UNITI DOBBIAMO ESSERE INTERLOCUTORI DI UNA NUOVA CARITÀ CHE RIAPRA LE PORTE DELLA SPERANZA E DEL FUTURO IN QUESTA QUARANTENA

IL DIRIGENTE DI UNIONE CATTOLICA, AVVOCATO DOMENICO ZAMPELLI: PAPA FRANCESCO È LA FONDAMENTALE GUIDA SPIRITUALE DI UNA SOCIETÀ CHIAMATA AD AFFRONTARE LA SFIDA DEL RITORNO ALLA VITA E ALLE VERE PRIORITÀ CHE SONO QUELLE DELLA DOTTRINA SOCIALE

Perché una Unione Cattolica nel 2020? Per le stesse ragioni che hanno portato alla sua fondazione prima dell’esplosione della tragica ondata pandemica in atto: ragioni che, semmai, si sono andate rafforzando dall’inizio di questo anno fino a oggi e ancora di più in futuro.
Sentiamo tutti parlare di cambiamenti epocali, di prossime fasi in cui “nulla sarà più come prima”, frase ricorrente in ogni momento della giornata da parte di economisti, scienziati, sociologi, commentatori di vario genere e naturalmente di esponenti della politica.
Noi diciamo che qualcosa di fondamentale, invece, deve tornare alle origini: alle origini del modo di intendere e di agire tanto nella dimensione personale e familiare quanto in quella delle formazioni sociali, intermedie e finali, uscite duramente fiaccate se non quasi del tutto stravolte da meno di tre mesi di epidemia.
Non può essere il “prima” a cui abbiamo assistito sino al termine del 2019 e che ha portato il nostro Paese, e l’Europa nel suo insieme, ad accentuare le gravi e preesistenti contraddizioni che, se non erano più sostenibili in circostanze normali e ordinarie, adesso rappresentano la negazione stessa della Vita e della Dignità in senso fisico oltre che spirituale.
La sfida dei Cattolici Uniti è rappresentare, nella definizione dei programmi e nella loro attuazione, il patrimonio costituito da 130 anni di Dottrina sociale della Chiesa e di Encicliche con le quali i Pontefici eredi di San Pietro hanno saputo in ogni epoca storica precorrere i problemi e anticipare le soluzioni. Leggendo la Centesimus Annus di Giovanni Paolo II e la Laudato Si’ del nostro amatissimo Papa Francesco, promulgate rispettivamente nel 1991 e nel 2015, scorriamo gli antefatti che già all’inizio avrebbero dovuto allertare tutti e ciascuno in merito non soltanto alle opportunità della globalizzazione – che molti e troppi hanno inteso nel senso speculativo della parola – ma anche ai rischi e ai pericoli che con la stessa si sarebbero andati accelerando.
Il vincolo della quarantena ha fatto comprendere quanto sia necessario poter contare su uno Stato realmente sussidiario e solidale nel senso caritativo autentico; quanto sia essenziale poter fare affidamento su un sistema pubblico non più incline a tollerare la disuguaglianza e l’economia illegale e sommersa come ammortizzatore delle inefficienze della politica, della legislazione e delle molteplici e spesso incomprensibili articolazioni amministrative e burocratiche centrali e locali.
Unione Cattolica si attribuisce con orgoglio il compito di aprire, proprio ora che permaniamo in un clima di protratta clausura fisica e operativa, le porte della speranza e della fede come generatrice di nuova fiducia: una fiducia da rivolgere sia alla grande comunità dei credenti, praticanti e laici, sia contestualmente al composito mondo dei non credenti il cui approccio materialistico, se in precedenza non faceva scorgere il problema, adesso offusca le soluzioni.
La Dottrina della Chiesa è tutt’altro che un’astrazione: è una straordinaria ricchezza di principi e di precetti la cui applicazione integrale diventa il necessario riferimento etico per tutte le Persone nessuna esclusa; per una Politica educativa e trasparente, nemica del malaffare, fiscalmente equa e incentivante, sempre partecipativa e legittimata dal basso; per una Economia sì globale nella visione ma sempre immersa in ogni momento nei territori in cui si svolge, non virtuale ma reale in quanto a capacità di formare professioni, creare lavoro vero e produrre beni e servizi in grado di migliorare la vita, la salute, le interazioni fra persone e società e di elevare l’asticella del benessere rendendolo infine accessibile.
Tutto questo è oggi sinonimo della più grande manifestazione di Carità Cristiana, e il nostro impegno di Cattolici Uniti è – come ribadito dal nostro Santo Padre Bergoglio nel corrente anno del Giubileo Lauretano – è tornare a volare alto proprio per contrastare il rischio della chiusura in se stessi e della auto-sfiducia. Perché solo volando alto si possono scorgere i rimedi e si può tornare a realizzare quella globalizzazione che sarebbe dovuta sorgere nei primi anni Novanta subito dopo la caduta del comunismo, la globalizzazione della dignità e delle opportunità di base per tutti e non quella della morte, del dissesto e della malattia. Obiettivo di noi Cattolici è pertanto quello di lavorare, con il nostro amatissimo Papa, a un epocale Giubileo della Carità che torni a unire il mondo prevenendo con una tempestiva opera di solidarietà a ogni livello il rischio che le ferite umane, economiche e sociali dell’epidemia acuiscano il rancore e la conflittualità derivanti dalla comprensibile disperazione di chi ha perso molto o tutto.

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