Partito Unione Cattolica - Siamo il Partito della FEDE per ridare FIDUCIA in un’Italia Nuova - Segretario Partito Ivano Tonoli Partiti Politici Italia

SE NEMMENO I MINISTRI CREDONO ALLA MANOVRA ECONOMICA

SE NEMMENO I MINISTRI CREDONO ALLA MANOVRA ECONOMICA APPENA APPROVATA, PERCHÉ DOVREBBERO CREDERCI FAMIGLIE E IMPRESE?

IL SEGRETARIO POLITICO DI UNIONE CATTOLICA IVANO TONOLI, SIAMO ATTESI ALLE GRANDI SFIDE DEL 2020, ANNO CHE SEGNERÀ IL CREPUSCOLO DI SOVRANISTI, POPULISTI E PAUPERISTI VITTIME DELLE LORO STESSE CONTRADDIZIONI, E L’AVVIO DELLA RIVOLUZIONE MITE AUSPICATA DALLA CEI

Le dimissioni del dimenticabile, anzi dimenticabilissimo ministro dell’istruzione, proprio nel giorno di Natale dopo appena 24 ore dalla definitiva approvazione parlamentare della manovra economica per il 2020, pongono e impongono più di un interrogativo inquietante: se i primi a non essere convinti della legge finanziaria e di bilancio sono gli stessi che hanno contribuito a vararla, salvo poi farsi assalire da dubbi e rimorsi sia durante la sua scrittura sia a poche ore di distanza dal voto finale giallorosso, come può il governo Conte bis pensare che gli Italiani possano sentirsi rassicurati da quanto si trova previsto in essa? Il pasticcio della coalizione grillo-pidina, che è riuscita nel “miracolo al contrario” di dilapidare anche il capitale del calo dello spread e il merito di aver relegato all’opposizione il sovranismo salviniano, ci consegna un insieme scoordinato di misure nel quale anche quegli spunti potenzialmente positivi, come l’introduzione degli scontrini elettronici sul modello portoghese, vengono annacquati se non vanificati dalla persistenza e anzi dalla recrudescenza di uno stato di polizia fiscale ancora più punitivo e spietato contro i piccoli evasori incolpevoli e contro coloro che pur conservando ancora dei risparmi hanno paura a utilizzarli temendo di ritrovarsi nel vortice di persecutori e colpevolizzanti accertamenti senza possibilità di un equo e non oneroso contraddittorio con l’Erario. Cosicché anche coloro che potrebbero onestamente spendere non lo faranno perché temono con lo scontrino elettronico non di venire premiati, come in Portogallo, ma di essere fatti oggetto di ulteriori azioni persecutorie e di intimazione. Come abbiamo spiegato fin dall’inizio nel nostro libro programma CATTOLICI UNITI PER BENEDIRE UN’ITALIA NUOVA, redatto e pubblicato all’inizio del 2019, qualsiasi anche meritorio incentivo fiscale rischia di non produrre gli effetti sperati di rilancio se anzitutto non verrà messa mano alla mostruosa macchina “colpevolista” del fisco, ormai da quindici anni congegnata apposta non per colpire i veri evasori totali e i grandi evasori legalizzati bensì coloro che pur presentando la dichiarazione dei redditi non riescono più a fare fronte puntualmente ai propri obblighi verso lo Stato. Mentre sullo sfondo le grandi organizzazioni criminali e corruttive riescono a riconvertire nell’economia legale i giganteschi proventi maturati in quella illegale, distorcendo la leale concorrenza e assestando il colpo di grazia a tante attività lavorative impossibilitate a de localizzare o a mettersi in salvo nel sommerso. Fin dallo scorso mese di febbraio avevamo fatto nostro, dedicando l’apposito capitolo sull’enciclica legale al “piano Gratteri”, il grido di dolore del coraggioso Magistrato calabrese e il suo appello a che la politica smetta di confondere il garantismo con il lassismo e con la cecità di fronte a scandali collusivi non più circoscritti al solo Mezzogiorno, come dimostrato da quanto avvenuto in Valle d’Aosta e in Piemonte. Noi Cattolici siamo uniti dall’eco del grido di Papa Wojtyla del 1993 che sfidò la mafia a viso aperto in Sicilia, dal sorriso di Padre Pino Puglisi, dalla rivoluzione mite invocata dalla conferenza episcopale Italiana e messa in atto dai provvedimenti coraggiosi di Sua Santità Francesco. Perché dimettersi – dal governo ma non dalla maggioranza – dopo aver approvato una manovra sbagliata è facile, molto più difficile è rimettersi in gioco per mettere a punto quella giusta e di cui il Paese ha bisogno per ritrovare la Fede e la fiducia.

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