Partito Unione Cattolica - Siamo il Partito della FEDE per ridare FIDUCIA in un’Italia Nuova - Segretario Partito Ivano Tonoli Partiti Politici Italia

SI DEVE CAMBIARE: BASTA ECCESSI DA PARLAMENTARISMO PARALIZZANTE

I MASSIMI DIRIGENTI DEL PARTITO UNIONE CATTOLICA NELLE FIGURE DEL PRESIDENTE ERMINIO BRAMBILLA,

DEL SEGRETARIO IVANO TONOLI ,DEI VICE PRESIDENTI GIUSEPPE GALANTINO E LUCA MARIOTTO, DEI VICE SEGRETARI D’AMBROSIO ALFONSO E VINCENZO PALMIERI E DELL’ IDEOLOGO ZORGNIOTTI ALESSANDRO DISEGNANO MIRABILMENTE L’INDIRIZZO DEL PROPRIO PARTITO CATTOLICO:

SI DEVE CAMBIARE: BASTA ECCESSI DA PARLAMENTARISMO PARALIZZANTE, OGGI REGALO FORMIDABILE AI POPULISMI; URGE UNA REPUBBLICA PRESIDENZIALE PER RISPETTARE IL VOTO DEGLI ITALIANI CON UN GOVERNO NON PIÙ SOVRANISTA MA PROTAGONISTA NAZIONALE ED EUROPEO CHE POSSA DURARE 5 ANNI E NON SIA IL FRUTTO DI COALIZIONI NUMERICHE E IMPROBABILI, GIALLOVERDI O GIALLOROSSE.

L’UNIONE DEI CATTOLICI E DEI MODERATI SI CONFERMERÀ DECISIVA PER MARGINALIZZARE I SOVRANISTI ISOLAZIONISTI E FONDARE IL CENTRODESTRA DELLE ORIGINI SOLA VERA ALTERNATIVA ALLA SINISTRA FISCALISTA DEL PD E A QUELLA POVERISTA DEI GRILLINI”.

I governi ARLECCHINESCHI, le alleanze estemporanee create ad arte per mantenere le poltrone, seppur corrette dal punto di vista formale costituzionale essendo la nostra una repubblica parlamentare, e sopraggiunte e autolegittimatesi dopo i danni del populismo sovranista, non possono tuttavia diventare la norma per risolvere un problema creandone un altro che uscito dalla porta rischia poi di rientrare dalla finestra.

Tali aggregazioni numeriche nate nei Palazzi, e benedette da improbabili piattaforme social extra e anti-costituzionali, rappresentano un problema assai grave quando non esistono programmi CONDIVISI, unità d’intenti, omogeneità programmatica e alla fine si PARALIZZANO le Istituzioni, il funzionamento dello Stato e i provvedimenti che ne conseguono sono confusi, contraddittori, spannometrici, parzialissimi, di difficile interpretazione, pur con straordinari intenti iniziali e nobili principi ispiratori general-generici; ma la risultante finale è una sintesi pasticciata che ha lo scopo di accontentare e di salvare la “faccia” e la credibilità di corto respiro alle due anime del governo di turno non assecondando le necessità vere del Paese. Anzi, fornendo insperati regali a quei populismi così legittimati a rientrare dalla finestra alle successive elezioni. E tutto riparte da capo, in una sorta di domino a cerchi concentrici che fa cascare le caselle istituzionali, economiche e sociali del Paese.

Meglio sarebbe non completare questo scempio con l’approdo finale verso una legge totalmente proporzionale, vero intendimento di questo nuovo governo giallorosso, perché più che un approdo sarebbe un naufragio: per i prossimi 10 anni si costringerebbero i partiti politici ad allearsi a prescindere dalla propria ideologia, dal proprio programma iniziale e dal progetto complessivo della Nazione, con la finalità unica di determinare  un danno spaventoso per l’Italia con un susseguirsi di nuovi governi ogni anno o due, mediamente, con coalizioni parlamentari inadatte e impotenti a risolvere i problemi strutturali. Schieramenti raccogliticci incapaci persino di programmare le loro attività per un progetto Italia che può costituirsi solo in minimo 5 anni di attività mirata e continuativa. Esattamente come avviene nei governi Regionali e Comunali che incredibilmente, e grazie a una legge del 1993 partita dalla elezione diretta dei Sindaci, avendo una maggioranza omogenea e la possibilità di perdurare per l’intero mandato, sono efficaci vincenti e risolutivi, per le loro rispettive competenze, nel venire incontro al Bene comune dei singoli territori e nell’essere sanzionate elettoralmente in caso contrario alla scadenza del quinquennio.

Per cui basta gelosie e calcoli politici: noi di Unione Cattolica vogliamo una repubblica presidenziale precisamente uguale a quella francese nella quale si indica un Premier che per 5 anni, con la propria squadra di governo, possa cambiare i destini del Paese ridando benessere a tutti gli Italiani.

Tutte le riforme Istituzionali che permettano che l’Italia divenga una Repubblica Presidenziale si devono adottare da subito per avere un sistema di gestione della macchina dello Stato finalmente efficiente efficace e performante. Il taglio dei Parlamentari, nell’invarianza dell’attuale forma repubblicana di governo basata sul parlamentarismo puro, sarebbe soltanto una panacea, un residuato del populismo che toglierebbe in più rappresentanza ai territori.

Tutti ci chiedono che cosa pensiamo di questo nuovo governo e noi rispondiamo che la propensione favorevole verso l’Europa è l’unico dato positivo e costruttivo in quanto uno spread più basso permette il risparmio di miliardi di euro di interessi sul debito pubblico e permette alle imprese di accedere al credito più facilmente. Ma questa è una precondizione, NON IL TUTTO!

Solo con la credibilità dell’Italia come Stato protagonista dell’Unione Europea si permette al nostro Paese di ottenere vantaggi sostanziali per la nostra economia, per poter annullare le regole perverse che non permettono la crescita come il fiscal compact e altre restrizioni immotivate create ad arte per danneggiare le Nazioni del sud Europa.

Quindi temiamo molto la visione economica del PD assistenzialista, statalista e fiscalista, nella quale non vi è un progetto vero di rilancio delle piccole e medie imprese che possa permettere veramente di abbassare il cuneo fiscale e di aumentare stipendi e pensioni. Temiamo molto la visione del PD di favorire omosessualità, adozioni dei gay e ideologia del fine vita nel tentativo di creare una cultura della eutanasia in Italia.

Temiamo molto la visione del PD sulla famiglia sulla tutela dei propri figli e sui diritti in tema di affidamenti e adozioni.

Temiamo molto il PD per la creazione e l’esacerbazione di un altra stagione ancora più pressante e distruttiva in cui l’agenzia delle riscossioni distrugge famiglie e imprese senza combattere veramente sprechi, mafia e corruzione e portando alla disperazione chi già ora non può nascondersi o de localizzare e si vede stretto agli arresti fiscali!

Temiamo il PD per la difesa dei loro interessi corporativistici e delle loro cooperative e dei loro super imprenditori che traggono vantaggi squilibrando e destabilizzando il mercato.

Quindi il PD è ancora espressione a pieno titolo delle ricette comuniste di cui vi è ampio riferimento nei 26 punti che sono il collante programmatico del nuovo governo.

Del m5stelle non temiamo nulla in quanto non esistono, sono un ectoplasma, una sorta di ologramma modificabile in base alle loro convenienze e la cui bandiera non è quella dei valori bensì quella di assecondare la direzione del vento. Apparentemente, valutando i provvedimenti della loro parte politica, nei 14 mesi del precedente governo, essi sono contro il lavoro, contro la creazione di nuove infrastrutture, contro la crescita industriale e a favore di un giustizialismo spaventoso privo di garanzie e di contradditorio. Ma il giorno dopo, pur di rimanere nei loro posti di potere, possono essere quello che desidera il loro alleato di turno, il loro capo o presunto tale Grillo e rimangiarsi tutto in un solo momento con delle giuste argomentazioni inverosimili.

Il m5stelle è semplicemente un virus letale, una malattia cronica di cui è pervasa l’Italia da 60 anni, in cui essere furbi e avere idee e geometrie variabili con l’arte del mantenimento della pura sopravvivenza esistenziale, della convenienza politica e del vantaggio in termini elettorali e di privilegio personale.

Il m5stelle con questo qualunquismo, pressapochismo e pauperismo e il determinare il tutto e il contrario di tutto, esternare e decidere in base al momento, ha proseguito perfettamente le logiche degli ultimi 69 anni con la democrazia cristiana che ha creato 2400 miliardi di debiti in progressiva e inarrestabile crescita.

Noi amiamo la coerenza e la competenza dimostrata dall’onorevole Carlo Calenda – ispiratore di quella Industria 4.0 a cui guardiamo con interesse nel rinnovato patto fra lavoro e capitale – molto apprezzato dal mondo imprenditoriale a dimostrazione che non è l’appartenenza politica ma la qualità intrinseca delle persone a fare la differenza.

Pretendiamo un centrodestra nuovo e innovativo in cui vi sia l’espulsione di Salvini, incapace politicamente a determinare provvedimenti seri per l’Italia, bugiardo abilissimo a cambiare idea e bravo a fare propaganda agendo sulla pancia degli italiani creando nemici sempre esterni e odio: ma ora in particolare molti cattolici stanno comprendendo che non è uno statista ma è solo capace di andare contro qualcuno per accreditarsi come il nuovo salvatore della patria.

Si vincerà la sfida della governabilità del Paese se i cattolici nella loro interezza si aggregheranno e voteranno un solo partito Unione Cattolica con l’appoggio di tutte le forze moderate e non estremistiche di un Paese in cui serve ricucire i sani rapporti sociali di rispetto reciproco, eliminare una volta per tutte le disuguaglianze perseguendo integralmente la Dottrina sociale della chiesa nel bene comune e i principi della Rivoluzione mite enunciati dalla Conferenza episcopale italiana.

L’unione dei Cattolici e dei Moderati, come già sta emergendo dalle più recenti e aggiornate rilevazioni, sarà decisiva al fine di marginalizzare il sovranismo isolazionistico e di fondare, a partire dall’iniziativa con Forza Italia e con i dissidenti ragionevoli alla Calenda, il Centrodestra delle origini in grado di rispedire all’opposizione la sinistra fiscalista del PD e quella poverista dei Grillini.

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